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DETRAZIONI PER GLI INTERVENTI DI RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA
L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida aggiornata 2016 sulle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia.

Sono stati prorogati anche per quest’anno:

  • Il bonus del 50% per chi esegue lavori di ristrutturazione sul proprio immobile.

  • Fino al 31 dicembre 2016 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. Dal 1° gennaio 2017 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare.

  • La detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione.

Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2016. A prescindere dalla somma spesa per i lavori di ristrutturazione, la detrazione va calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro e ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Qui trovate la guida completa dell’Agenzia delle Entrate




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RISTRUTTURAZIONE CASA,DALLA DIA ALLA SCIA
Titoli abilitativi all’attività edilizia

A chi è in procinto di ristrutturare casa sarà capitato almeno una volta di imbattersi con sigle e termini "strani" e di chiedersi cosa si intende con DIA,SCIA ecc.. e quale sia la differenza tra loro.... Ecco la risposta.
I titoli abilitativi all’attività edilizia sono disciplinati dal Titolo II della Parte I - artt. 6-23 – del D.P.R. 380/2001 e sono rappresentati generalmente dal permesso di costruire, dalla denuncia di inizio attività (DIA) ,nonché dalla Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) introdotta nel corso della XVI legislatura.

Il permesso di costruire
Il Permesso di Costruire, disciplinato dal Testo unico dell’Edilizia (d.p.r. 380/2011), in particolare al Capo II, è un’autorizzazione che il comune rilascia per eseguire interventi edilizi di una certa consistenza. E’ la richiesta di un assenso specifico esplicito al progetto, presentato da un professionista, da parte degli Uffici Tecnici urbanistici. In mancanza di tale permesso non è possibile iniziare i lavori.

La DIA (Denuncia d'inizio attività)
La Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.) è una pratica amministrativa che, nel mondo dell'edilizia, rappresenta oggi uno degli strumenti urbanistici più rilevanti. Nasce, sotto diverso nome, con la legge n.47/85 che, all'art.26 "opere interne", obbligava chiunque intendesse compiere opere interne a fabbricati che non fossero in difformità degli strumenti urbanistici vigenti una "relazione a firma di un professionista abilitato (es. un Ingegnere,un Architetto o un Geometra iscritto al relativo albo professionale) [...] che asseveri le opere da compiersi [...]". Oggi la D.I.A. è uno strumento estremamente potente, che serve alla Pubblica Amministrazione (in larga parte, gli uffici Tecnici dei Comuni) per compiere il ruolo di Vigilanza sull'attività edilizia che si svolge sul proprio territorio

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività)
La Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) è un atto che consente di iniziare l’attività immediatamente e senza necessità di attendere la scadenza di alcun termine, a differenza della DIA che prevede il decorso del termine di trenta giorni prima di poter avviare l’attività. La normativa di riferimento è costituita dall’articolo 49, comma 4 bis del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010 n. 122, che disciplina la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), sostituendo integralmente la disciplina della Dichiarazione di Inizio Attività (DIA) contenuta nell'articolo 19 della legge 7 agosto 1990 n. 241. La SCIA ha semplificato e velocizzato le procedure rispetto alla precedente disciplina e deve essere accompagnata dalle attestazioni di tecnici abilitati, con gli elaborati progettuali necessari per consentire le verifiche successive di competenza da parte dell'Amministrazione.

Esistono anche altri titoli (C.I.L., C.I.A.L., etc) il cui utilizzo può variare a livello del singolo Comune.


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RISTRUTTURAZIONE CASA. NOVITA' DETRAZIONI 2016:

Ristrutturazione Casa e detrazioni del 50% e 65% per 2016. Le novità di quest’anno.
Sono previste una serie di novità per quest’anno 2016 in riferimento alla casa, sia per quanto riguarda i lavori di ristrutturazione edilizia sia per quelli volti alla riqualificazione energetica, per cui sono stati prorogati i bonus del 65 e 50%. Cerchiamo di capire cosa è cambiato e le nuove norme in vigore.




Ristrutturazione Casa, detrazioni del 50% e 65%:
Potranno essere richieste per tutto il 2016 le detrazioni fiscali del 65% e 50% per lavori di ristrutturazione edilizia e per l’acquisto di nuovi mobili. In particolare, la detrazione al 65% vale per le spese di sostituzione di porte e finestre, per installare nuovi climatizzatori e caldaie, pannelli solari per la produzione di acqua calda, per realizzare coperture, pavimenti e altri interventi che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti; ma anche per lavori di adeguamento antisismico della prima casa e delle attività produttive che ricadono nelle zone sismiche più pericolose, per la rimozione dell’amianto e le schermature solari.
Il tetto massimo di spesa su cui calcolare la detrazione resta fissata anche per il 2016 a 96.000 euro. Per le semplici ristrutturazioni, il bonus fiscale scende al 50% suddiviso in dieci rate annuali. Quest’anno le detrazioni al 65% valgono anche per gli enti di gestione delle case di edilizia residenziale pubblica e gli ex Iacp, che potranno anche utilizzare un fondo di 170 milioni di euro per le manutenzioni.

Bonus mobili
Chi decide di ristrutturare la propria casa potrà richiedere anche il bonus mobili per tutto questo 2016. Il bonus mobili prevede uno sgravio Irpef del 50% su un limite di spesa di 10.000 euro per i mobili acquistati per un’abitazione in ristrutturazione. Il bonus mobili vale per l’acquisto di letti, materassi, armadi, comodini, scrivanie, tavoli, sedie, poltrone, divani, credenze, ma anche per l’acquisto di elettrodomestici esclusivamente di classe A+ o superiore, come frigoriferi, congelatori, forni a microonde, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, apparecchi elettrici di riscaldamento, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento e, oltre al proprietario dell'immobile, possono fruire dell’incentivo anche l’usufruttuario o il coniuge convivente non proprietario.
Tra le novità di quest'anno l’introduzione del bonus mobili senza lavori edilizi, destinato alle giovani coppie under 35 conviventi o sposate da almeno 3 anni che abbiano acquistato casa. Possono usufruire della detrazione solo le coppie acquirenti di una casa e il tetto massimo di spesa è di 16.000 euro, per uno sconto del 50% da spalmare su 10 anni.


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RISTRUTTURAZIONE:COSA FARE PER USUFRUIRE DELLA DETRAZIONE


Come per gli anni scorsi, prima di iniziare i lavori (o contemporaneamente, secondo la precisazione della circolare 15/E 2005 dell'Agenzia delle Entrate) è necessario inviare, per raccomandata e senza ricevuta di ritorno, la comunicazione di inizio lavori redatta su apposito modulo debitamente compilato, datato e sottoscritto, al seguente indirizzo:



Agenzia delle Entrate - Centro operativo di Pescara
Via Rio Sparto, 21 - 65129 Pescara



Il modulo è reperibile presso tutti gli uffici delle Entrate e lo si può scaricare dal sito internet del ministero (www.agenziaentrate.gov.it)


A tale modello, che deve riportare i dati catastali dell'immobile sul quale si eseguono i lavori (o gli estremi della domanda di accatastamento), devono essere allegati:

  • La copia della concessione, dell'autorizzazione o della comunicazione di inizio lavori, se previste dalla legislazione edilizia;

  • I dati catastali (o, in mancanza, la fotocopia della domanda di accatastamento);

  • La fotocopia delle ricevute di pagamento dell' ICI a decorrere dal 1997, se dovuta. Se, però, il contribuente che chiede di fruire della detrazione è un soggetto diverso da quello tenuto al pagamento dell'Ici (ad esempio, l'inquilino), non è necessario trasmettere le copie delle ricevute. Anche per i lavori eseguiti sulle parti comuni condominiali non va allegata la ricevuta di pagamento dell'Ici;

  • La fotocopia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese nel caso in cui i lavori vengono eseguiti sulle parti comuni di edifici residenziali. Se in seguito l'importo dei lavori eseguiti supera quello inizialmente preventivato, è necessario trasmettere la nuova e ulteriore tabella di ripartizione delle spese allo stesso ufficio che ha ricevuto la comunicazione originaria;

  • La dichiarazione del proprietario di consenso all'esecuzione dei lavori, nell'ipotesi in cui questi vengono eseguiti dal detentore dell'immobile (locatario, comodatario); invece che tutta la documentazione prevista, i contribuenti possono produrre un'autocertificazione, ai sensi del D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000, attestante il possesso della stessa e la disponibilità ad esibirla se richiesta dagli uffici finanziari.

  • La dichiarazione è esente da imposta di bollo.


ATTENZIONE:
Il decreto Sviluppo (articolo 7, comma 2, lettera a) del decreto legge 70/2011) ha abogato dal 14 maggio 2011 la tradizionale comunicazione al Centro operativo di Pescara delle Entrate. Al posto del modulo alle Entrate, bisognerà fornire alcune informazioni nella dichiarazione dei redditi sulla base di un successivo provvedimento dell'Agenzia. Vanno comunque conservati i documenti che costituivano gli allegati della comunicazione a Pescara (ad esempio la copia della Dia, le ricevute di pagamento dell'Ici, eccetera). Restano, inoltre, gli obblighi di conservazione delle fatture e delle contabili dei bonifici relativi alle spese sostenute, nonché di comunicare preventivamente alla Asl territorialmente compoetente, mediante raccomandata, la data di inizio dei lavori, quando la tipologia di questi richiede tale adempimento.


Con risoluzione 166/E/1999, l'Agenzia ha chiarito che per gli acquirenti di box o posti auto pertinenziali già realizzati, il modelo di comunicazione poteva essere inviato anche dopo l'inizio dei lavori, purché entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all'anno d'imposta nel quale s'intende fruire della detrazione. Quindi, chi sta sfruttando per la prima volta in Unico 2011 la detrazione 36% legata all'acquisto o costruzione del box pertinenziale, si chiede se procedere o meno all'invio della prevista comunicazione a Pescara per le spese sostenute nel 2010. Nel caso in questione si possono ipotizzare due diversi percorsi. Un prima tesi porta a ritenere già operante l'abrogazione dell'adempimento prevista dal decreto legge 70/2011. Un secondo orientamento, sicuramente più prudenziale, porta a sostenere che l'invio della comunicazione entro il 30 settembre prossimo è ancora dovuto, se non altro per il fatto che Unico 2011 non contiene le informazioni integrative che saranno previste dalle Entrate a partire dal prossimo modello dichiarativo. Con la conseguenza che, senza inviare nulla, il dettaglio non verrebbe fornito dal contribuente né con la vecchia procedura né con la nuova. Dal 730 e Unico 2012 le informazioni verranno richieste in dichiarazione, sulla base di quanto sancito da un provvedimento delle Entrate di prossima emanazione. Comunicazione alla Azienda Sanitaria locale A cura dei soggetti interessati alla detrazione, deve essere inviata una comunicazione, a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, all' Azienda sanitaria locale (Asl) competente per territorio con le seguenti informazioni: generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi; natura dell'intervento da realizzare; dati identificativi dell'impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione; data di inizio dell'intervento di recupero. La comunicazione non deve essere effettuata in tutti i casi in cui i decreti legislativi relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l'obbligo della notifica preliminare alla Asl.


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BONIFICO PARLANTE: ISTRUZIONI PER L'USO

Anche per il 2016 sono state riconfermate le agevolazioni fiscali per la ristrutturazione e l'acquisto di mobili. Per usufruire delle detrazioni fiscali non è sufficiente il bonifico ordinario ma è necessario che il pagamento avvenga attraverso il cosiddetto “bonifico parlante”
Rispetto al bonifico ordinario quello parlante è molto diverso e ben specifico e bisogna prestare molta attenzione nella compliazione perchè in caso di errore o disattenzione si rischia di perdere l'agevolazione. Chi effettua il bonifico in modo errato non può più correggerlo ma deve effettuarne un secondo e chiedere all’impresa o all’artigiano di emettere una nota di credito per il primo pagamento e la restituzione dell’importo già bonificato. Quindi, per evitare di commettere errori, ecco una piccola guida sul bonifico parlante.

Il bonifico Parlante
Il bonifico “parlante” si differenzia da quello comune perché in esso devono essere specificate tutte le informazioni necessarie imposte dalla legge al fine di non creare confusione con altri pagamenti e non avere problemi nel momento in cui si presenta la documentazione all’Agenzia delle Entrate. Ormai si possono trovare in quasi tutte le banche e gli uffici postali i modelli specifici per i pagamenti finalizzati ad ottenere le detrazioni fiscali che illustrano in modo chiaro la loro compilazione.

Vediamo comunque alcune informazioni utili.

  • Nella causale del bonifico relativo ai lavori di ristrutturazione bisogna specificare che il pagamento viene effettuato ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 16 del d.p.r. 917/1986 oppure della legge 449/1997 (per i lavori sulle parti condominiali)

  • La causale deve anche indicare gli estremi della fattura emessa dalla ditta che ha effettuato i lavori.

  • Bisogna indicare gli estremi (nome, cognome e codice fiscale) della persona che effettua il pagamento e a cui sono intestate le fatture.Nel caso di immobili in comproprietà vanno indicati gli estremi di tutti i soggetti che partecipano alle spese di ristrutturazione, solo così ognuno di essi potrà usufruire dell’agevolazione nella dichiarazione dei redditi.

  • Se i lavori si riferiscono a parti condominiali comuni, il bonifico parlante deve indicare il codice fiscale del condominio e dell’amministratore, oppure del soggetto che esegue l’operazione.

  • Nel bonifico va inserita anche la partita Iva e/o il codice fiscale dell’impresa o dell'artigiano che esegue i lavori.



Attenzione alla data del bonifico

L’agevolazione cui si ha diritto dipende dalla data del bonifico di pagamento e non da quella della fattura che documenta la spesa, né quella di esecuzione delle opere. In ogni caso, la detrazione viene divisa in 10 rate annuali di pari importo. La spesa massima detraibile è riferita alla singola unità immobilare; quindi in caso di cointestazione della casa viene suddivisa tra gli aventi diritto, cioè se sono marito e moglie a ristrutturare un appartamento il limite di 96.000 euro non raddoppia.


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BONUS RISTRUTTURAZIONE 2016: NOVITA' E ISTRUZIONI

Sono stati confermati nella nuova legge di Stabilità i bonus ristrutturazione ed energia. Anche nel 2016 chi esegue lavori di ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica potrà usufruire delle detrazioni Irpef del 50% e del 65%.
Ma vediamo quali sono le modalità e le novità per accedere ai benefici anche il prossimo anno.

Detrazione fiscale ristrutturazione:
Prorogata al 2016 la detrazione del 50% per gli interventi edilizi. La detrazione fiscale è valida per gli interventi con un tetto massimo di 96 mila euro ammortizzabili in dieci rate annuali.
I lavori ammessi riguardano gli interventi di:

  • Manutenzione ordinaria effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale.

  • Manutenzione straordinaria effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali.

  • Restauro e risanamento conservativo effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali.

  • Ristrutturazione edilizia effettuati sulle parti comuni di edificio residenziale e su singole unità immobiliari residenziali.

  • Per la ricostruzione o il ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, anche se non rientranti nelle categorie elencati nei punti precedenti, sempreché sia stato dichiarato lo stato di emergenza.Restauro, risanamento conservativo, e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, che provvedano entro 18 mesi dal termine dei lavori alla successiva alienazione o assegnazione dell’immobile.



Detrazione per riqualificazione energetica

Il bonus energia prevede una detrazione Irpef o Ires per tutti i lavori di riqualificazione energetica realizzati entro il 31 dicembre 2016. Ad usufruire del credito d'imposta sono tutti i contribuenti, anche i titolari di reddito d'impresa, possessori dell'immobili. La novità di quest'anno riguarda l'estensione del beneficio anche agli ex IACP e agli enti chegestiscono le case popolari. Tale intervento implica un investimento straordinario di 170 milioni di euro. Gli interventi riguardano i lavori di:



  • Riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni - pavimenti - finestre, porte)

  • Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

  • Miglioramento energetico delle case popolari.

  • Lavori di adeguamento antisismico.

  • Messa in sicurezza degli edifici esistenti.

  • Aumento dell'efficienza idrica e rendimento energetico.

    Questo sempre e quando l'immobile sia localizzato nelle zone classificate 1 o 2 di rischio sismico. Si può usufurire dell'ecobonus sia per gli interventi di riqualificazione dei singoli appartamenti che delle parti comuni dei condomini. La detrazione non è cumulabile con quella per il bonus ristrutturazioni.



Bonifico bonus ristrutturazioni

Per usufruire delle detrazioni per i lavori di ristrutturazione energetica ed edilizia è necessario aver effettuato il pagamento tramite il cosiddetto "bonifico parlante", ovvero il bonifico bancario o postale indicando: causale del versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione, numero di partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato. 


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